Aggiornamento normativo

Si comunica che in data 11 settembre 2020 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 116/2020, nel quale vengono recepite le direttive comunitarie: Direttiva (UE) 2018/851 e Direttiva (UE) 2018/852. La sua entrata in vigore è prevista il 26 settembre 2020, andando a modificare la Parte IV del Decreto Legislativo n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), apportando diversi cambiamenti.

Tra le variazioni apportate, in cui sono coinvolti i produttori di rifiuti,segnaliamo le seguenti:

  • Viene formalizzato il Registro Elettronico Nazionale (REN), delegando a successiviatti regolamentari le relative modalità operative. Fino alla sua piena operatività rimangono in vigore i registri di carico e scarico ed i formulari
  • E’ stato introdottol’esonero all’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico rifiuti per i produttori di soli rifiuti non pericolosi che non hanno più di dieci dipendenti. Per intenderci, le medesime imprese che non devono presentare la dichiarazione MUD
  • Viene modificata la tempistica di conservazione del registro di carico e scarico e dei formulari, i quali devono essere conservati per tre anni (in precedenza erano cinque anni)
  • Sono state modificate alcune descrizioni dei codici CER. Per un ulteriore approfondimento, sul nostro sito internet www.ecochim.it è presente l’elenco  completo dei codici CER
  • Sono stati ridotti gli importi relativi alle sanzioni amministrative di minore gravità, relative alla tenuta del registro di carico e scarico ed alla dichiarazione MUD
  • soggetti che compiono attività di manutenzione possono trasportare piccole quantità di rifiuti, presso la loro unità locale, previa autorizzazione al trasporto in conto proprio, attraverso un documento di trasporto (DDT), specificando il luogo di effettiva produzione, tipologia e quantità dei materiali, indicando il numero di colli o una stima del peso o volume ed il luogo di destinazione
  • Per i rifiuti conferiti a soggetti autorizzati per le operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare di cui ai punti D13, D14, D15, la responsabilità dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di identificazione abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento
  • Le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani, che li conferiscono al di fuori del servizio pubblico e dimostrino di averli avviati al recupero sono escluse dalla corresponsione della componente tariffaria variabile, rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti

Come ulteriore approfondimento, riportiamo altre variazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 116/2020, che per poter entrare in vigore necessitano successivi decreti aggiuntivi, da parte del Ministero dell’ambiente ed alcune modifiche di carattere generale, dove i produttori di rifiuti non risultano essere direttamente coinvolti.

  • Cambieranno le regole per le case produttrici di beni e materie prime, rivedendo la responsabilità estesa del produttore. Verrà istituito, attraverso un decreto del Ministro dell’ambiente, un registro nazionale dei produttori
  • Con lo scopo di tutelare l’ambientale sarà rafforzato il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, incoraggiando e promuovendo le politiche di economia circolare, fissando linee guida ed obiettivi di sostenibilità in ottica di End of Waste. Tali direttive saranno specificate in successivi decreti
  • Sono state introdotte nuove definizioni di:
    – rifiuto non pericoloso
    – rifiuti urbani
    – rifiuti da costruzione e demolizione
    – rifiuti organici
    – rifiuti alimentari
    – recupero di materia
    – riempimento
    – deposito temporaneo prima della raccolta
    Tali modifiche sono state apportate in previsione di una ridefinizione, entro il 31 dicembre 2020, da parte del Ministro dell’ambiente, delle linee guida utilizzate dal produttore del rifiuto per l’attribuzione del codice CER
  • Sono state riviste le descrizioni relative ai seguenti codici di recupero: R3, R4 e R5